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PORDENONE Il lunedì mattina è dura
per tutti, ma non per lui: Roberto Croci, La Bestia, ha già addosso
l'adrenalina del fine settimana. Sul set del primo ciak, si agita e parla
a raffica sfoggiando uno spolverino in pelle color rosso fuoco vagamente
glam.
Al suo fianco, sprofondato nella sedia del regista
- tanto per rispettare la tradizione - c'è Guglielmo Zanette che
studia le scene e le battute. Tutt'attorno i tecnici faticano non poco
ad allestire il set negli spazi ridotti de Il Generatore, piccolo spaccio
di abiti fuori dall'ordinario, in via Mazzini, in centro, a due passi
dalla Stazione dei treni. È qui che hanno inizio le riprese del
film-documentario prodotto dalla Lolita Prod. sulla realtà musicale
U-ground di Pordenone. E, in meno di mezzora, iniziano
ad affluire musicisti e amici degli amici: pezzi sparsi dei Tilt-A-Whirl,
qualche Grains e B.R. Stylers quasi al gran completo.La Bestia
saluta uno ad uno i convenuti. Stringe mani, ammicca.
«Mi piace la gente. È il mio metodo
di lavoro. Entrare in contatto con tutti, scivolare dentro le situazioni»
spiega. E sarà proprio lui, The Beast, da vent'anni diviso fra
Los Angeles e l'Italia, a veicolare la storia del film che inizia in un
negozio di dischi di Venezia (ricostruito ieri al Quiet Zone in vicolo
delle Acque dove gli accade di farsi incuriosire dalla leggendaria raccolta
del Great Complotto, al punto da iniziare un viaggio alla scoperta della
decantata vitalità musicale naoniana.
«Arrivo a Pordenone che è notte fonda.
C'è un gran silenzio. Attraversando la città scopro questo
strano negozio di vestiti. Decido di tornarci il giorno dopo. E qui spiega
la scena che si appresta a girare - incontro due rasta che mi invitano
a una festa al Lago della Burida a sentirli suonare».
I due sono Paolo B., bassista del combo reggae-dub
dei B.R. Stylers e Antonio Marchi, tastierista e fondatore dei Blue Radics,
gruppo dal quale i B.R. provengono. Hanno composto per il film il brano
An island dub in formazione atipica, Heart Ground Combination, con musicisti
triestini e veneziani. Il concerto dei B.R. Stylers, rigorosamente ripreso
dalle telecamere, si terrà venerdì 20, alla Burida, appunto.
Sarà il primo di una serie di situazioni
musicali (nota: Lolita Production è ancora alla ricerca di comparse)
che coinvolgeranno La Bestia nelle sue peregrinazioni pordenonesi. «Sono
arrivato da una sola settimana esplode con gli occhi iniettati di sangue
- e ho conosciuto un mucchio di
gente interessante, come Andriolo dei Grains, un ibrido tra Lou Reed e
Jim Morrison, gli Etoile Filante che cantano come i Portished.
Parlano tutti bene l'inglese. Un fatto strabiliante in Italia. Sarà
perché c'è la base Usaf».
E prosegue: «Molta gente ha in testa l'American
dream, il sogno di una vita oltre il lavoro e la routine. Ho incontrato
ragazzi di 16 anni che suonano con i genitori che ne hanno il triplo.
E si divertono. Persone splendide che copiano le mode internazionali della
musica aggiungendoci del loro: riarrangiano i pezzi, si danno da fare,
lasciano andare la fantasia. L'età non esiste per chi vive veramente».
Per uno che è appena arrivato in città
da L.A., il salto è certo grande, ma queste affermazioni, se non
appartengono al mondo della fiction, suonano davvero rassicuranti.
Lisa Rizzo
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