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Il Gazzettino

Mercoledì, 18 Settembre 2002

CINEMA Primo ciak del documentario di Zanette
"THE BEAST": LA MUSICA A PORDENONE È NELL'ARIA

PORDENONE Il lunedì mattina è dura per tutti, ma non per lui: Roberto Croci, La Bestia, ha già addosso l'adrenalina del fine settimana. Sul set del primo ciak, si agita e parla a raffica sfoggiando uno spolverino in pelle color rosso fuoco vagamente glam.

Al suo fianco, sprofondato nella sedia del regista - tanto per rispettare la tradizione - c'è Guglielmo Zanette che studia le scene e le battute. Tutt'attorno i tecnici faticano non poco ad allestire il set negli spazi ridotti de Il Generatore, piccolo spaccio di abiti fuori dall'ordinario, in via Mazzini, in centro, a due passi dalla Stazione dei treni. È qui che hanno inizio le riprese del film-documentario prodotto dalla Lolita Prod. sulla realtà musicale U-ground di Pordenone. E, in meno di mezzora, iniziano ad affluire musicisti e amici degli amici: pezzi sparsi dei Tilt-A-Whirl, qualche Grains e B.R. Stylers quasi al gran completo.La Bestia saluta uno ad uno i convenuti. Stringe mani, ammicca.

«Mi piace la gente. È il mio metodo di lavoro. Entrare in contatto con tutti, scivolare dentro le situazioni» spiega. E sarà proprio lui, The Beast, da vent'anni diviso fra Los Angeles e l'Italia, a veicolare la storia del film che inizia in un negozio di dischi di Venezia (ricostruito ieri al Quiet Zone in vicolo delle Acque dove gli accade di farsi incuriosire dalla leggendaria raccolta del Great Complotto, al punto da iniziare un viaggio alla scoperta della decantata vitalità musicale naoniana.

«Arrivo a Pordenone che è notte fonda. C'è un gran silenzio. Attraversando la città scopro questo strano negozio di vestiti. Decido di tornarci il giorno dopo. E qui spiega la scena che si appresta a girare - incontro due rasta che mi invitano a una festa al Lago della Burida a sentirli suonare».

I due sono Paolo B., bassista del combo reggae-dub dei B.R. Stylers e Antonio Marchi, tastierista e fondatore dei Blue Radics, gruppo dal quale i B.R. provengono. Hanno composto per il film il brano An island dub in formazione atipica, Heart Ground Combination, con musicisti triestini e veneziani. Il concerto dei B.R. Stylers, rigorosamente ripreso dalle telecamere, si terrà venerdì 20, alla Burida, appunto.

Sarà il primo di una serie di situazioni musicali (nota: Lolita Production è ancora alla ricerca di comparse) che coinvolgeranno La Bestia nelle sue peregrinazioni pordenonesi. «Sono arrivato da una sola settimana esplode con gli occhi iniettati di sangue - e ho conosciuto un mucchio di gente interessante, come Andriolo dei Grains, un ibrido tra Lou Reed e Jim Morrison, gli Etoile Filante che cantano come i Portished. Parlano tutti bene l'inglese. Un fatto strabiliante in Italia. Sarà perché c'è la base Usaf».

E prosegue: «Molta gente ha in testa l'American dream, il sogno di una vita oltre il lavoro e la routine. Ho incontrato ragazzi di 16 anni che suonano con i genitori che ne hanno il triplo. E si divertono. Persone splendide che copiano le mode internazionali della musica aggiungendoci del loro: riarrangiano i pezzi, si danno da fare, lasciano andare la fantasia. L'età non esiste per chi vive veramente».

Per uno che è appena arrivato in città da L.A., il salto è certo grande, ma queste affermazioni, se non appartengono al mondo della fiction, suonano davvero rassicuranti.

Lisa Rizzo